Guarda che luna

luna_flliLumiere- Mamy gualda!
- Che cosa?
Lei, tra lo stupito e il divertito:
- Gualda lì, la luna… sembla una palla…
- Sì, oggi c’è luna piena.
- Pelchè? I bambini gli hanno dato tloppo da mangiale?

 

(Pillole notturne)

Ciascuno cresce solo se sognato

C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad
ogni sviluppo ma cercando
d’essere franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.

di Danilo Dolci

Io, lei e gli altri

All’Asilo. “Balbara dice: adesso con calma cominciamo a lioldinale”. E lei lo fa. Alla scuola materna lei ascolta la maestra, che ama (ma noi pure!), gioca con gli altri bimbi, mangia senza fare troppe storie e quasi sempre finisce quello che ha nel piatto. Canta quando si deve cantare, ascolta in silenzio quando c’è da ascoltare, riordina con calma quando c’è da riordinare. Un giorno, al termine delle lezioni si è messa a piangere perché voleva risistemare le sedie e non c’è stato verso di portarla via prima di terminare l’operazione. Continua a leggere

Compulsioni natalizie

Il Natale si avvicina, e quando si hanno dei nani per casa – mamme e papà lo sanno bene – il Natale può diventare una piccola tortura.
In televisione, a partire da ottobre, si intensifica il numero di pubblicità di giochi per bambini  e a casa-BeepBeep è tutto un crescendo di “Voglio quello…” mentre un piccolo e perentorio ditino indica lo schermo piatto da cui si agitano a turno bambole, costruzioni, pupazzi più o meno animati, computer &Co, a cui corrisponde sempre un cortese e fermo: “bene, vorrà dire che lo scriveremo sulla letterina per Babbo Natale!”.

Sabato, un po’ per curiosità, un po’ per necessità, la Beepfamily al completo si reca al centro commerciale, che pronta alla grande abbuffata natalizia, aveva naturalmente già allestito un’intero piano ad uso e consumo di scalmanati bambini dalle insaziabili voglie.
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Profumo di mare

Interno giorno. Sabato pomeriggio.

- Mamy, dopo il liposino andiamo al male?
- Be’, vediamo, è un po’ lontano il mare da qui… non so se facciamo in tempo, oggi.
Risponde la madre cercando di non alterare in alcun modo l’umore della pupa stranamente predisposto al riposino pomeridiano

- Ma il male mi aspetta!!!
- Ti aspetta, dove?
- Dillà, sul letto. Se non vado è tliste.
- Perchè resta solo?
- No, è con la mamma.
- Ah si? E chi è la mamma del mare?
- Malina.
- Certo, Marina. E c’è anche un papa?
- Ti.
- E come si chiama?
- Mallone (Marrone ndr.)

Nei panni delle altre

Quando Troccolina era piccola, BeepMommy aveva scoperto con sollievo il fantastico mondo dei consultori: un’allegro aggregato di mamme quasi tutte semi-disperate alle prese con poppate problematiche e atavica carenza di sonno. Quasi tutte, appunto. La cosa che per prima aveva colpito BBM era stato non tanto le occhiaie di colleghe alle prime armi e forse inesperte quanto lei, bensì il capello fluente e il tacco pronunciato su cui svettavano le altre. Il giorno della pesata settimanale era atteso con sentimento contraddittorio: da una parte il sollievo di ascoltare da altre bocche gli stessi discorsi farciti di echi di disperazione, dall’altra il senso di inadeguatezza di fronte alle altre, quelle che ai BeepBeep-occhi erano esseri quasi superiori, tali da riuscire a piazzare tra una poppata e l’altra una seduta dall’estetista o dal parrucchiere. Continua a leggere

Cara me

Se dovessi mai fare un viaggio nel tempo e incontrare la me diciottenne, rubando a Mark Twain, forse le direi:

“Tra vent’anni sarai più delusa dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.”

E probabilmente la me diciottenne mi manderebbe a cagare…