Al diavolo Kant, voglio uno Spritz!

Dice Kant, il filosofo: “La dignità del dovere non ha che fare col godimento della vita; il dovere ha la sua legge speciale, e anche il suo speciale tribunale”.
Si potrebbe chiudere qui. Ora, è evidente che l’articolato pensiero kantiano preveda ben altre riflessioni, ma anche così la frase rivela una sua scomoda verità: piacere e dovere difficilmente convivono. O convivrebbero, se preferite.

Mai come da quando LadyBeep ha scoperto gioie e dolori dell’essere mamma, ha potuto testare la veridicità dell’affermazione kantiana. Ammeso pure che il problema di fondo, per LadyBeep, è che le stimmate del dovere kantano se le è sempre ritrovate un po’ appiccicate addosso, fin da piccola: “BeepBeep è una bambina molto matura per la sua età”; “Una signorina!”. Non è da escludere che affermazioni come queste potrebbero aver contribuito ad orientare il carattere di una ancora acerba BeepBeep in cerca di una definizione di sé. S’intenda, non addito nessuno, ipotizzo, dico: ‘potrebbero’. Ad ogni modo, diciamo che con l’età la cosa non poteva far altro che degenerare.

E tuttavia, oggi, che pure è felice di questa nuova vita, le capita di trovarsi ad ammettere, con fastidio e a denti stretti, che ogni tanto non sarebbe male godere di una piccola pausa, non solo fisica, ma soprattutto  emotiva. A volte sente il bisogno di ritornare un po’ in contatto con la ragazza spensierata di qualche anno (diversi anni) fà, perché certi doveri possono essere stretti a qualsiasi età, e tutti, a trenta come a cinquant’anni, abbiamo bisogno della nostra ora d’aria, se non altro per ossigenare il cervello. Insomma, meno Kant e più aperitivi!

Il vero problema di BeepBeepMommy è lo strisciante senso di colpa che si impossessa di lei ogni volta che si allontana dal nido. Il senso di colpa che da buona comare si accompagna sempre a quello del dovere!

Sente il desiderio e anche una sana necessità di una bella seduta dall’estetista – dice che finalmente è arrivata l’estate, una ceretta può far comodo! – eppure subito l’assale il pensiero che, “Sì, però il sabato è un bel giorno da trascorrere con Troccolina, la mattina usciamo sempre insieme…e il weekend passa così in fretta…e la ceretta può aspettare, la incastrerò in un’altro momento”.
Oppure, finalmente arriva la giornata folle alla SPA con le amiche – goduta fino in fondo! – ma poi in macchina il sedile le prude sotto il sedere per la voglia di tagliar corto e tornare a casa dalla pupa.

Insomma, non è la conciliazione tra la vita familiare  e vita sociale, non è solo il gioco d’incastri e le acrobazie per cercare di far convivere famiglia e lavoro, ma piuttosto quel noioso senso di colpa che la porta a coltivare sogni da sciroccata, come quello di potersi sdoppiare come Padre Pio!

Ora, BeepBeep si augura di non essere proprio sola, in questa sua scellerata follia mammesca. Sì sa, mal comune ogni tanto riesce a provocare una sana risata! Per il resto, chissà! Forse con un po’ di allenamento e dedizione…allora, che altro aggiungere? La apriamo la stagione dello spritz?

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5 pensieri su “Al diavolo Kant, voglio uno Spritz!

  1. Io, oltre a quella dello spritz, ho già aperto la stagione del prosecco, mojito e vodka lemon.
    Sabato sera , dopo una nottata in bianco e una full immersion di capricci diurni, ho adottato la filosofia (non proprio Kantiana…;) del bere per dimenticare. Te la consiglio!

  2. Credo tu non sia per nulla sola, ogni mamma di ogni età ha sempre in testa il pensiero “e mentre io son qui, il/la bebè che starà facendo?”, sia nel bene (“si starà divertendo con i nonni?”) sia nel male (“la baby-sitter capirà di cosa ha bisogno?”) e sia per le uscite legate alla giornata lavorativa sia per quelle un po’ più ludiche…
    Son però convinta di una cosa: ho visto molte mamme (compresa la mia) rinunciare a tutti i passatempi e ai desideri pur di affidare il meno possibile i figli a qualcuno e per stare 24/7 con loro (lavoro permettendo, ovviamente!).
    Il risultato? Che i figli, una volta grandi, si sentono spesso rinfacciare tutto… e il senso di colpa poi invece che averlo la mamma, lo ha il figlio.

    Al corso pre-parto che feci in ospedale ricordo che la psicologa disse: non abbiate timore di prendere un po’ di spazio e tempo per voi e solo per voi, perché sarete mamme ma rimarrete comunque donne… e anche per i bambini è bello vedere la mommy contenta! =)

    • Condivido ogni sillaba, per questo voglio sdrammatizzare, riderci su. Hai ragione: è giustissimo, per una mamma non perdere il contatto con il resto della propria vita, per essere soddisfatta di sé anche come donna, e perché no, essere così anche un esempio costruttivo per i propri figli. Forse, come dice il mio pediatradeisogni, ogni tanto facciamo un po’ troppo le mediterranee, con quell’ansia tutta da mamma chioccia che non può allontanarsi dal cucciolo, o forse è che le giornate sono così frenetiche che i momenti con loro, i bimbi, sembrano sempre preziosissimi (e un po’ lo sono). Tutto sta nel saper trovare il giusto equilibrio, o comunque non smettere mai di cercarlo.
      Grazie per il tuo commento, e l’empatia! Anzi, indirettamente e tramite te, grazie a tutte quelle mamme e donne (ma anche papà, perché no!) che hanno letto il post e lo hanno condiviso. Realizzare di non essere l’unica mamma che si fa attraversare da pensieri come questi, è un conforto e già un bel passo avanti!

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